Linguaggio liquido

Mostra di ceramica artistica alla Biblioteca civica di Pordenone, visitabile dal 17 ottobre al 7 novembre 2026. Inaugurazione sabato 17 ottobre alle ore 17:00.
C’è un istante in cui la parola smette di significare e torna a essere pura materia.
Come alberi mondati delle loro chiome, le nostre architetture di senso hanno disperso gli alfabeti nel vento, frantumato i lemmi nel chiacchiericcio indifferenziato delle voci, lasciando che liquide sillabe, senza significato, precipitino negli intervalli del mondo, davanti a finestre prive di sguardo. In un tempo saturo di messaggi assistiamo a una sorda incomunicabilità: il linguaggio collassa, evapora dalla solida superficie del discorso o scivola in un ostinato rumore di fondo.
Questa mostra di Gianna Albertin esplora il cortocircuito tra verbo e sostanza attraverso la grammatica primordiale della ceramica. La terra e il fuoco, elementi che per natura trattengono la memoria del gesto ed esigono la disciplina del calore, diventano il mezzo attraverso il quale esprimere questo ammutolimento progressivo.
L’argilla non accoglie più l’iscrizione per tramandarla, ma per assistere al suo disfacimento; alfabeti scarmigliati transitano nelle composizioni o emergono e si impongono in rilievo sugli scudi come emblemi di eserciti che forse si fronteggeranno. Nei lavori di Albertin, anche nell’esplosione dei colori e nel luccichio degli smalti, il rumore di fondo mnestico non si lascia assimilare: il segno non prende la parola.
Forma, superficie e texture tentano un dialogo e, a volte, attraversano il caleidoscopio del colore, memoria di un trascorso pittorico dell’artista ancora molto vivo. Sono tanti gli ingredienti messi in gioco, con l’urgenza di veicolare un messaggio attuale e, al contempo, di ridefinire il proprio linguaggio espressivo.